L’ urinaria è molto frequente nelle persone anziane e può presentarsi in forme diverse: da sforzo, da urgenza, mista, funzionale o da rigurgito (overflow), tra le più comuni [1][2]. Riconoscere il tipo di incontinenza orienta la valutazione, il trattamento e il piano di assistenza, combinando cambiamenti di abitudini, esercizi del pavimento pelvico, farmaci e prodotti adeguati [1][3][4]. Come caregiver, osservare quando e come si verificano le perdite è un aiuto prezioso sia per i professionisti sia per il benessere della persona che ami [1][2][5].
Perché è importante conoscere il tipo di incontinenza?
La continenza si mantiene quando vescica, uretra, pavimento pelvico e sistema nervoso lavorano in modo coordinato; quando una di queste componenti non funziona bene, possono comparire diversi tipi di urinaria [1].
Le linee guida e le raccomandazioni di riferimento (SIU/EAU e NICE) evidenziano che inquadrare il tipo di incontinenza (da sforzo, da urgenza, mista, da rigurgito/overflow o legata a fattori funzionali) aiuta a:
- scegliere meglio esami e trattamenti [1][2][5],
- adattare l’assistenza (abitudini, esercizi, prodotti) [1][2][5],
- costruire un piano condiviso tra persona, caregiver e professionisti [1][2].
Come caregiver non devi “dare l’etichetta giusta”, ma puoi aiutare moltissimo osservando in quali momenti si verificano le perdite della persona che ami.
Incontinenza urinaria da sforzo
L’ da sforzo è la perdita involontaria di urina quando si tossisce, si ride, si starnutisce, si solleva un peso o si compie uno sforzo fisico. Succede perché aumenta la pressione nell’addome e il pavimento pelvico o lo sfintere uretrale non riescono a mantenere l’uretra ben chiusa [2][3].
Come si manifesta
Come caregiver, potresti notare:
- “goccioline” o piccole perdite quando tossisce, ride o starnutisce;
- perdite quando sale le scale, si alza dalla sedia o porta delle borse;
- nei casi più avanzati, perdite più importanti anche con sforzi moderati.
È più frequente nelle donne, soprattutto dopo gravidanza e parto e in menopausa, quando il pavimento pelvico può risultare più indebolito [2][4].
Cosa puoi fare
- Parlane con il medico o con l’infermiere/a per valutare esercizi di rinforzo del pavimento pelvico o un invio in fisioterapia.
- Evitare sforzi bruschi non necessari e prestare attenzione a peso e stitichezza, perché aumentano la pressione addominale [4].
- Usare prodotti per l'incontinenza adatti a perdite lievi o moderate, che permettano alla persona di restare attiva e al sicuro.
Incontinenza urinaria da urgenza ("vescica iperattiva")
L’ da urgenza si caratterizza per un bisogno improvviso e intenso di urinare (urgenza), seguito da una perdita involontaria perché la persona non riesce ad arrivare in bagno in tempo [2][3].
Cosa puoi osservare
- desiderio impellente di urinare con poco preavviso;
- minzioni molto frequenti durante il giorno;
- alzarsi più volte la notte (nicturia);
- perdite moderate o abbondanti se non raggiunge il bagno.
Le linee guida evidenziano che è molto frequente negli anziani e che può influire sul sonno, sulla vita sociale e sull’umore [2][5].
Come aiutare
- Tenere un diario minzionale per alcuni giorni (orari, episodi di urgenza e perdite) da mostrare al professionista [1].
- Adattare le abitudini: ridurre l’eccesso di bevande con caffeina o alcol, distribuire i liquidi durante la giornata e rispettare orari regolari per andare in bagno [2][5].
- Chiedere informazioni sulle opzioni di trattamento (training vescicale, esercizi, farmaci).
Incontinenza urinaria mista
L’ mista combina sintomi da sforzo e da urgenza: ci sono perdite sia durante gli sforzi sia in presenza di un’urgenza improvvisa [2][3].
Come si manifesta
Potresti notare che il tuo familiare:
- perde urina quando tossisce, ride o si alza dal letto,
- e anche quando sente un bisogno improvviso di urinare e non arriva in bagno.
In questi casi, le guide raccomandano di valutare quale componente prevale (sforzo, urgenza o entrambe in modo simile) per orientare meglio il trattamento [1][2].
Il ruolo del caregiver
- Annotare le situazioni in cui si verifica la perdita (sforzo, urgenza, entrambe).
- Osservare se ci sono fattori scatenanti chiari (rumore dell’acqua, arrivo a casa, cambi di posizione…).
- Adattare i prodotti per l'incontinenza al reale andamento delle perdite, distinguendo tra giorno e notte.
Incontinenza funzionale
L’ si verifica quando la persona non riesce ad arrivare in bagno in tempo a causa di problemi di mobilità, barriere ambientali o deterioramento cognitivo, anche se la vescica funziona relativamente bene [2][3].
Situazioni tipiche
- Difficoltà ad alzarsi dal letto o dalla sedia senza aiuto.
- Disorientamento: non sa dov’è il bagno o non lo riconosce (per demenza o altre alterazioni neurologiche).
- Ambiente poco adattato: corridoi stretti, tappeti, assenza di maniglie di supporto.
Le linee guida infermieristiche sottolineano che, in questo tipo di , la priorità è adattare l’ambiente e l’organizzazione della casa più che concentrarsi solo sulla vescica [3][5].
Cosa puoi fare
- Garantire un percorso libero e ben illuminato fino al bagno.
- Valutare con l’infermiere/a l’uso di ausili (sedia comoda, maniglioni, rialzi).
- Creare routine: accompagnare in bagno a orari fissi (ad esempio dopo i pasti e prima di andare a letto).
Incontinenza da rigurgito (overflow) e altri tipi
L’ da rigurgito (overflow) si verifica quando la vescica è cronicamente troppo piena e fuoriescono piccole quantità di urina in modo continuo o intermittente. Spesso dipende da un’ostruzione (ad esempio problemi alla negli uomini) o da uno svuotamento vescicale inefficace [3][5].
Potresti osservare:
- gocciolamento quasi costante,
- getto debole e sensazione di svuotamento incompleto,
- minzioni molto frequenti e poco abbondanti.
Altri termini che possono comparire in referti o linee guida sono:
- gocciolamento post-minzionale (qualche goccia dopo aver finito di urinare);
- incontinenza di origine neurologica (quando il controllo nervoso della vescica è compromesso);
- notturna (perdite durante il sonno).
In tutte queste situazioni, è importante effettuare una valutazione medica per escludere cause che richiedono un trattamento specifico [2][5].
Cosa fare se non sai che tipo di incontinenza è?
Non è un problema se non conosci il nome esatto. Il tuo ruolo non è fare diagnosi, ma osservare e accompagnare. Le linee guida raccomandano di registrare alcune informazioni (ad esempio sintomi, episodi, diario minzionale e fattori scatenanti) per facilitare la valutazione e adattare il piano assistenziale. [1][5]
Alcune idee pratiche:
- Tenere un diario minzionale per 2–3 giorni (orari, volume indicativo, perdite, situazione).
- Annotare se le perdite sono legate a sforzi, urgenze, barriere fisiche o confusione.
- Raccontare questi dettagli durante la visita per aiutare il professionista a identificare il tipo e ad adattare il piano assistenziale.
Domande frequenti
Perché è così importante sapere il tipo di incontinenza?
Si può avere più di un tipo di incontinenza al contempo?
L’incontinenza è “normale” con l’età?
Cosa posso fare mentre aspetto la visita medica?
Dove posso trovare informazioni affidabili per continuare a imparare?
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Riferimenti bibliografici
[1] Società Italiana di Urologia (SIU). Linee Guida EAU sull’ Urinaria negli Adulti. Collane Linee Guida – Edizione 2019 (traduzione autorizzata EAU 2018). Leggi qui
[2] National Institute for Health and Care Excellence (NICE). Urinary incontinence and pelvic organ prolapse in women: management. NICE guideline NG123 (2019, updated 2019). Leggi qui
[3] Manuale MSD, versione per i pazienti. Incontinenza urinaria negli adulti (modificata luglio 2025). Leggi qui
[4] Società Italiana di Urologia (SIU). Tipi di incontinenza urinaria (pagina informativa). Leggi qui
[5] Società Italiana di Urologia (SIU). Diagnosi dell’incontinenza urinaria (storia clinica, esame obiettivo, diario minzionale e test). Leggi qui