L’ urinaria può comparire quando si altera l’equilibrio tra vescica, uretra, pavimento pelvico e sistema nervoso: è un fenomeno più frequente con l’invecchiamento, ma può essere legato anche a malattie, farmaci e difficoltà funzionali o cognitive [1][2][4]. Le fonti italiane indicano come fattori associati: età avanzata, parti vaginali, menopausa, obesità, diabete, fragilità, chirurgia pelvica o prostatica, infezioni urinarie e polifarmacia [1][2][5][6]. Capire queste possibili cause consente al caregiver di osservare meglio, prevenire una parte del problema e descrivere con maggiore chiarezza la situazione all’équipe sanitaria [2][3].
Come si mantiene la continenza… e cosa succede quando si altera?
La continenza urinaria si mantiene quando:
- la vescica immagazzina l’urina in modo adeguato,
- lo sfintere uretrale e il pavimento pelvico mantengono l’uscita “chiusa” a riposo,
- i centri nervosi coordinano il segnale di “riempimento” e l’ordine di “ora puoi urinare” [4].
Le fonti urologiche e cliniche italiane spiegano che un malfunzionamento in uno qualsiasi di questi “anelli” (muscoli, nervi, organi, ambiente) può favorire l’ urinaria [1][4].
Nelle persone anziane, questo equilibrio è più fragile a causa dei cambiamenti legati all’età e dell’accumulo di malattie e trattamenti.
Cambiamenti legati all’età e al sesso
Invecchiamento e fragilità
Con l’età possono comparire cambiamenti in vescica, uretra, pavimento pelvico e sistema nervoso: riduzione della capacità vescicale, contrazioni involontarie, cambiamenti ormonali e perdita di forza muscolare, tra gli altri [2][4].
La Fondazione Italiana Continenza ricorda che l’ nell’anziano è influenzata anche da ridotta mobilità, uso di più farmaci e difficoltà nel raggiungere il bagno in tempo [2].
Donne: pavimento pelvico, parti e menopausa
Nelle donne, le guide indicano come fattori chiave:
- gravidanze e parti vaginali,
- traumi del pavimento pelvico,
- menopausa e riduzione degli estrogeni,
- precedenti interventi ginecologici [1][5].
La Fondazione Graziottin riporta, tra i principali fattori di rischio di incontinenza urinaria nella donna, parto, menopausa e sovrappeso; altre fonti cliniche includono anche fattori come indebolimento del pavimento pelvico, malattie croniche, stipsi, fumo e abitudini irritanti per la vescica [5][6].
Uomini: e chirurgia urologica
Negli uomini, l’iperplasia prostatica benigna, la chirurgia prostatica e altri problemi delle basse vie urinarie sono associati a un maggiore rischio di incontinenza, soprattutto da urgenza e da rigurgito (overflow) [1][3][4].
Malattie che aumentano il rischio di incontinenza
Fonti cliniche italiane indicano diverse patologie associate all’ urinaria:
- Malattie neurologiche (ictus, Parkinson, sclerosi multipla, demenze): possono alterare i centri nervosi che controllano la vescica.
- Diabete mellito: può danneggiare i nervi e favorire sia sintomi di vescica iperattiva sia svuotamenti incompleti [4][6].
- Fragilità e riduzione funzionale: rendono più difficile raggiungere il bagno, svestirsi in tempo o mantenere l’equilibrio [2][3][4].
- Infezioni urinarie: possono causare o peggiorare episodi di incontinenza, soprattutto negli anziani, in cui a volte possono associarsi a confusione o cadute [4][6].
Nei percorsi di valutazione si raccomanda di considerare sempre queste condizioni quando l’incontinenza compare o peggiora [3][4].
Farmaci e abitudini che influiscono
Farmaci e polifarmacia
Diversi documenti clinici e divulgativi italiani indicano che l’uso di più farmaci contemporaneamente e alcuni trattamenti possono favorire o aggravare l’ urinaria, soprattutto nell’anziano [2][4].
Tra i gruppi coinvolti più spesso:
- diuretici (aumentano la produzione di urina),
- sedativi o ipnotici (possono favorire cadute e ritardare la risposta all’urgenza),
- alcuni anticolinergici (possono alterare lo svuotamento vescicale),
- farmaci che abbassano la pressione (possono favorire capogiri o sincope).
Per questo è importante che il professionista riveda periodicamente la terapia farmacologica del tuo familiare, soprattutto in caso di cambiamenti recenti.
Stile di vita e abitudini
La letteratura e le fonti cliniche italiane evidenziano alcuni fattori di rischio modificabili [1][2][5][6]:
- obesità e sedentarietà,
- stitichezza cronica,
- consumo elevato di caffeina e alcol,
- fumo,
- sforzi ripetuti (sollevamento di pesi, tosse cronica legata al fumo, ecc.).
Se necessario, perdere peso, promuovere attività fisica adattata e curare la regolarità intestinale fanno parte delle misure di base per prevenzione e gestione conservativa dell’incontinenza urinaria [3][5][6].
Fattori funzionali e dell’ambiente
Non sempre la causa è solo “urologica”. Le fonti dedicate all’ nell’anziano e al caregiver ricordano che anche l’ambiente e la capacità funzionale sono determinanti [2][3][4].
Fattori frequenti:
- Mobilità ridotta: è difficile alzarsi, camminare o usare il WC senza aiuto.
- Barriere architettoniche: scale, tappeti, corridoi stretti, assenza di maniglie di supporto.
- Deterioramento cognitivo: non trova il bagno, non lo riconosce o non riesce a interpretare il segnale di “devo andare”.
- Abbigliamento poco pratico: cinture, bottoni o capi difficili da togliere in tempo.
In questi casi si parla spesso di incontinenza funzionale: la vescica può funzionare relativamente bene, ma la persona non arriva in tempo al bagno. Adattare l’ambiente e l’organizzazione domestica può ridurre in modo significativo gli episodi di incontinenza [2][3][4].
Cause transitorie che conviene escludere
Oltre alle cause croniche, esistono fattori reversibili che possono scatenare o peggiorare l’, soprattutto negli anziani [4][6]:
- infezioni urinarie,
- episodi di stitichezza importante,
- cambiamenti bruschi della terapia,
- stati di confusione acuta o delirium,
- assunzione eccessiva di liquidi o bevande irritanti per la vescica (come caffeina e alcol).
Nelle persone anziane fragili, una singola causa (per esempio un’infezione urinaria) può provocare contemporaneamente incontinenza, cadute o confusione [4][6]. Come caregiver, è importante informare il professionista sanitario di ogni cambiamento improvviso, per capire se ci troviamo di fronte a un problema transitorio che si può correggere.
Cosa può fare il caregiver rispetto alle cause dell’incontinenza
Anche se le cause mediche devono essere valutate dai professionisti, il caregiver ha un ruolo fondamentale:
- Osservare quando e come avvengono le perdite (da sforzo, da urgenza, di notte, quando si alza…).
- Annotare cambiamenti nella terapia, infezioni recenti, cadute, variazioni dell’umore o della mobilità.
- Favorire abitudini sane: idratazione adeguata, peso corporeo ragionevole, prevenzione della stitichezza, attività fisica adeguata [2][3][6].
- Adattare l’ambiente per ridurre le barriere nel raggiungere il bagno.
- Accompagnare il tuo familiare alle visite e descrivere in modo chiaro ciò che osservi a casa.
Le indicazioni rivolte a pazienti e caregiver sottolineano che, per gestire efficacemente l’, è fondamentale il lavoro congiunto tra la persona, il caregiver e l’équipe sanitaria [2][3].
Domande frequenti
La causa principale dell’incontinenza urinaria è l’età?
Si può prevenire l’incontinenza urinaria?
Quali segnali possono far pensare a una causa transitoria, come un’infezione?
I farmaci possono causare perdite di urina?
Quali informazioni è utile portare in visita per valutare le cause?
Scopri le informazioni per i caregiver
Referencias
[1] Società Italiana di Urologia (SIU). Cause di urinaria. Leggi qui
[2] Fondazione Italiana Continenza. L’incontinenza nell’anziano. Leggi qui
[3] I Luoghi della Cura. Come gestire l’incontinenza urinaria: indicazioni per il paziente ed il caregiver. 2020. Leggi qui
[4] MSD Manuale, versione per i professionisti. Incontinenza urinaria negli adulti. Leggi qui
[5] Fondazione Alessandra Graziottin. Incontinenza urinaria: i fattori di rischio femminili. 2021. Leggi qui
[6] Fondazione Humanitas per la Ricerca. Incontinenza urinaria. 2020. Leggi qui