PRENDERSI CURA È PIÙ FACILE CON LA PROTEZIONE GIUSTA
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La cura quotidiana può mettere sotto pressione schiena, spalle e polsi, soprattutto quando si solleva o si sposta una persona con poca autonomia. In Italia il caregiving familiare coinvolge milioni di persone: un rapporto CNEL (elaborazione Censis su dati ISTAT 2019) stima 7,992 milioni di persone di 15 anni e più che prestano assistenza almeno una volta a settimana e 7,014 milioni che assistono prevalentemente familiari [1]. I dati disponibili indicano anche un impatto sulla salute del caregiver: una survey dell’ISS ha coinvolto 2.033 caregiver (87% donne) e ha evidenziato differenze di genere nell’impatto dello stress sulla salute [2]. Un approfondimento su tali risultati, diffuso sulla stampa sanitaria, segnala che circa il 41% dei caregiver riferisce l’insorgenza di nuove malattie croniche dopo aver assunto il ruolo, con patologie psichiatriche tra le più frequenti e, a seguire, condizioni muscolo-scheletriche [3]. In questo articolo trovi indicazioni pratiche per proteggere la schiena: igiene posturale, trasferimenti più sicuri, adattamenti in casa e uso degli ausili, con fonti italiane verificabili. [4][5][6][7]
Quando ti prendi cura di un familiare, alcune attività si ripetono molte volte: alzarsi dal letto, girarsi, sedersi, andare in bagno, cambiarsi. Non è solo “un gesto”: è una somma di micro-sforzi che, nel tempo, può trasformarsi in dolore e limitazioni.
Le indicazioni sulla movimentazione manuale dei carichi (Titolo VI del D.Lgs. 81/2008) sottolineano che le condizioni ergonomiche sfavorevoli aumentano il rischio di patologie, in particolare dorso-lombari. Anche se la norma si riferisce alle attività lavorative, i principi di base sono utili anche a casa: evitare torsioni, ridurre il peso “a braccia” e usare ausili quando disponibili. [8]
Un punto chiave: proteggere la schiena non è “pensare solo a te”. È un modo per garantire continuità di cura, riducendo il rischio di dover fermarti per dolore o infortunio.
Le situazioni più impegnative per la schiena (soprattutto se fatte di fretta o da soli) includono:
Materiali di formazione per caregiver e professionisti ricordano che il rischio cresce quando si lavora con schiena flessa, si ruota il tronco e si compiono sollevamenti improvvisi. [4][5][6]
Le regole fondamentali sono sempre le stesse: rendono il movimento più sicuro e spesso anche più “facile”. [5][6]
Se la persona può collaborare anche solo in parte, coinvolgerla nel movimento riduce lo sforzo e aumenta sicurezza e autonomia. [5][6]
Aiutarla a sedersi sul letto
Indicazioni pratiche (adatta in base alle capacità della persona):
I manuali sulla movimentazione ricordano anche cosa evitare: non afferrare sotto le ascelle e non sollevare tirando le braccia. [5]
Passaggio letto–carrozzina (o letto–sedia)
Quando possibile, la procedura più sicura prevede ausili (es. sollevatore) e/o l’aiuto di un’altra persona, soprattutto se la persona assistita non è collaborante. [5]
Cambio assorbente e igiene: evita la ‘schiena in curva’
Non tutto dipende dal tuo corpo: anche l’ambiente può aumentare o ridurre lo sforzo. Piccoli adattamenti rendono la cura più sicura e meno faticosa. [5][7]
Altezza del letto e delle superfici
Se il letto è troppo basso, ogni movimento ti obbliga a flettere molto la schiena. Quando possibile, valuta: letto regolabile, rialzi, o soluzioni concordate con professionisti/fornitori di ausili. [7]
Percorsi liberi e spazi ‘comodi’
Aiuti che possono fare la differenza
Esempi di ausili utili a domicilio:
Guide italiane sugli ausili descrivono proprio queste soluzioni per trasferimenti e mobilizzazione in sicurezza. [7]
Non serve un allenamento “perfetto”. Anche pochi minuti al giorno possono aiutare, se sei costante. Se hai già dolore o problemi alla schiena, chiedi indicazioni al medico o al fisioterapista.
In alcuni percorsi e materiali per caregiver si sottolinea l’importanza di igiene posturale e mobilizzazione guidata per proteggere chi assiste e chi è assistito. [6][12]
Non ignorare questi segnali:
In questi casi è utile parlare con il medico di famiglia. Se necessario, può indirizzarti a fisioterapia o riabilitazione e aiutarti a impostare un piano pratico per continuare ad assistere senza farti male.
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[1] CNEL. Il valore sociale del caregiver: percorso di quantificazione e individuazione del profilo emergente delle persone che si prendono cura dei familiari. Rapporto (18 ottobre 2024). Leggi qui
[2] Istituto Superiore di Sanità (ISS) – EpiCentro. Medicina di Genere Newsletter, Gennaio 2026 (dati preliminari survey nazionale: 2033 caregiver; 87% donne). Leggi qui
[3] Quotidiano Sanità. Caregiver sotto stress. Iss: 4 su 10 sviluppano una malattia cronica (24 settembre 2025). Leggi qui
[4] Pegreffi P, Pazzaglia M (a cura di). La salute del caregiver. Leggi qui
[5] A.O.R.N. “Antonio Cardarelli” di Napoli. Manuale delle procedure di sicurezza: Procedure per la movimentazione dei pazienti e dei carichi (Rev. 0). Servizio Prevenzione e Protezione; 2022. Leggi qui
[6] AUSL Valle d’Aosta. Prendersi cura del paziente anziano “fragile” e del caregiver (indicazioni su movimentazione corretta e prevenzione mal di schiena). Leggi qui
[7] Portale SIVA. Assisti in casa un familiare non autosufficiente: guida agli ausili per trasferimenti e mobilizzazione. Leggi qui
[8] D.Lgs. 81/2008 – Titolo VI Movimentazione manuale dei carichi (artt. 167–171). Testo e riferimenti Leggi qui
[9] ISSalute. Caregiver familiari: assistenza e effetti sulla salute. Leggi qui
[10] INAIL. Decreto 9 aprile 2008 – Allegato 1 (riferimenti su patologie da sovraccarico e movimentazione manuale dei carichi). Leggi qui
[11] A.O.R.N. “A. Cardarelli” (Napoli). Manuale procedure per la movimentazione dei pazienti e dei carichi (Rev. 0). Leggi qui
[12] AUSL Parma. Guida per familiari e caregiver. Leggi qui
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