PRENDERSI CURA È PIÙ FACILE CON LA PROTEZIONE GIUSTA
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In Italia milioni di persone assistono un familiare non autosufficiente ogni settimana. È un ruolo prezioso, ma spesso impegnativo: può comportare stress, stanchezza e cambiamenti nella vita quotidiana. Questo articolo ti aiuta a capire cosa succede quando inizi a prenderti cura di qualcuno e quali strategie pratiche possono rendere il caregiving più sostenibile. [1][3]
Un caregiver familiare è una persona non professionista che si prende cura di un familiare con disabilità, malattia cronica o carenza di autosufficienza. L’assistenza può includere igiene, mobilità, gestione dei farmaci, accompagnamento alle visite, supporto emotivo e supervisione.
Secondo le elaborazioni sui dati ISTAT (rilevazione 2019), in Italia circa 7,992 milioni di persone di 15 anni e più forniscono assistenza almeno una volta alla settimana; 7,014 milioni la prestano prevalentemente ai familiari. [1]
Tra i caregiver che assistono soprattutto familiari, la componente femminile è prevalente (58%) e oltre tre quarti hanno almeno 45 anni. [1]
Se ci concentriamo sulla fascia d’età 18–64 anni, un modulo ISTAT del 2018 stima che 2,827 milioni di persone (7,7%) si prendono cura di familiari di 15 anni e più, malati, con disabilità o anziani. Nelle classi d’età 45–64 anni, la quota sale a circa l’11–13%. [1]
È normale sentirsi sopraffatti: diventare caregiver significa affrontare emozioni nuove e, a volte, contraddittorie. Puoi provare preoccupazione costante, senso di responsabilità, tristezza o colpa quando senti il bisogno di riposare.
In molte famiglie, il bisogno più sentito è proprio ridurre lo stress fisico e psicologico legato all’assistenza. [3]
Il caregiving riduce tempo ed energie per lavoro, amicizie e interessi personali. Questo può aumentare la sensazione di isolamento, soprattutto se ti senti “l’unico punto di riferimento”.
Cuidare significa anche fare: sollevare, accompagnare, organizzare, ricordare, controllare. Quando l’assistenza è intensa, la stanchezza arriva presto.
Un esempio concreto: in uno studio pilota su caregiver familiari (Lazio, 2022),
Quando si confrontano le dipendenze, cambia la dinamica familiare: chi decide, chi aiuta, come si dividono i compiti. Nelle famiglie che convivono con patologie complesse (come l’Alzheimer) le tensioni possono aumentare.
Nel 4° Rapporto Censis–AIMA (2024) su Alzheimer e famiglie, 1 caregiver su 5 riferisce di non ricevere alcun aiuto; circa il 41,7% dichiara di poter contare sull’aiuto di altri familiari e circa il 41,1% delle famiglie ricorre a una badante. [2]
Nessuno nasce “imparato” a essere caregiver. È normale chiedersi: “Lo sto facendo bene?”, “Cosa succede se peggiora?”, “A chi posso rivolgermi?”. Formarsi e ricevere orientamento riducono l’ansia e rendono l’assistenza più sicura.
Riconoscere cosa provi non è debolezza: è un modo per proteggerti. Parlarne con qualcuno di fiducia (o con un professionista) può alleggerire il peso quotidiano.
Una buona organizzazione riduce lo stress. Puoi:
In Italia esistono diversi canali di aiuto, che possono combinarsi tra loro:
Se valuti anche soluzioni residenziali, ISTAT rileva che al 1° gennaio 2024 erano attivi 12.987 presidi residenziali socio-assistenziali e socio-sanitari, con 425.780 posti letto complessivi. [8]
Capire la diagnosi, i sintomi e i bisogni specifici del tuo familiare ti dà più sicurezza. Chiedi indicazioni al medico di famiglia, all’infermiere/a di riferimento e agli specialisti: spesso piccoli aggiustamenti (routine, ambiente, ausili, prodotti adeguati) rendono la giornata più semplice.
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[1] Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (CNEL). Il valore sociale del caregiver: percorso di quantificazione e individuazione del profilo emergente delle persone che si prendono cura dei familiari. Rapporto (18 ottobre 2024). Leggi qui
[2] Fondazione Censis & Associazione Italiana Malattia Alzheimer (AIMA). 4° Rapporto Censis–AIMA: L’impatto economico e sociale della malattia di Alzheimer dopo la pandemia da Covid-19. Sintesi dei principali risultati (Roma, 20 settembre 2024). Leggi qui
[3] Assindatcolf & Fondazione Censis. Family (Net) Work – La fatica delle famiglie: una difficile articolazione della domanda di cura Leggi qui
[4] Ministero della Salute. Assistenza Domiciliare Integrata (ADI). Leggi qui
[5] INPS. Indennità di accompagnamento agli invalidi civili (scheda informativa). Leggi qui
[6] INPS. Indennità per permessi fruiti dai lavoratori per assistere familiari disabili in situazione di gravità (Legge 104/1992). Leggi qui
[7] INPS. Indennità per congedi straordinari (assistenza a familiari disabili). Leggi qui
[8] ISTAT. Le strutture residenziali socio-assistenziali e socio-sanitarie al 1° gennaio 2024 (Comunicato stampa 13 gennaio 2026). Leggi qui
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